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divina-creatura-mostra-laboratorio-168Laboratorio 168, Via Mameli 168, Cagliari

Dal 17 aprile al 2 maggio 2009

Divina Creatura
a cura di Roberta Vanali

Inaugurazione venerdì 17 aprile alle ore 18.30
La mostra, costituita da sessantasette opere di scultura, pittura e grafica, provenienti da collezioni private sarde, ruota intorno all’identità femminile, alla dimensione divina e a quella terrena della natura della donna prendendone in esame i diversi aspetti di madre, moglie e compagna.
Verranno esposte delle sculture africane collocabili tra la fine XVIII secolo e il principio del XX provenienti dalla Costa d’Avorio, Camerun e Mali che annovera maschere nuziali, porte della fertilità, maternità e coppie di sposi.


Si prosegue con opere di artisti storici sardi: le Madri di Costantino Nivola e Pinuccio Sciola, la Sacra Famiglia di Maria Lai, le teste di adolescenti di Gavino Tilocca, le bagnanti di Foiso Fois, le Donne di Franco D’Aspro, Mirella Mibelli e Francesco Alpigiano, la Deposizione e le Prefiche di Piergiorgio Gomez; una piccola sezione di Madonne e Madri lignee del XIX e XX secolo; un nucleo d’opere di giovani artisti come Giuliano Sale,Silvia Argiolas, Alessio Onnis, Veronica Gambula, Monica Lugas, Giorgia Atzeni e Maria Cristina Madau che restituiscono la condizione di una femminilità aggressiva, tanto affascinante quanto crudele, talvolta vittima altre carnefice, per concludere con una serie d’opere astratte fondate sul concetto di evoluzione e rigenerazione selezionate per l’ancestralità della rappresentazione da accostare alla scultura africana ad opera di Rosanna Rossi, Salvatore Garau, Simone Dulcis e Gabriella Locci.

(Fonte: Crastulo)

Orario: dal lunedì al sabato dalle ore 18.30 alle ore 20.30

Informazioni:

Tel: 338 6439548

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Teatro S.Eulalia – Cagliari

Lunedi 2 Febbraio 2009

Colore – Italia – 1971, Durata: 125 minuti

Un nuovo appuntamento per  “La mutazione 03/lo sguardo del cinema) proposto dal Crogiuolo diretto da Mario Faticoni.

La visione del film sarà preceduta da una conversazione con il critico Gianni Olla, curatore di questa sezione del progetto

Il film racconta la storia di Lulù, campione di cottimo in un’azienda metalmeccanica, si ammazza di fatica e, a casa, non riesce neanche a fare l’amore con la sua compagna. Inutilmente, un vecchio operaio, Militina, ormai in pensione, considerato “matto”, lo avverte che potrebbe anch’egli perdere la ragione. Ossessionato dal consumismo – e spinto dalla moglie a collezionare oggetti “kitch” che paiono dei segni di agiatezza – non vede che il possibile benessere a portata di mano, ma un giorno, in un momento di distrazione, un dito della mano gli viene strappato dall’ingranaggi del tornio. Quando torna in fabbrica, dopo il periodo d’infortunio, è un uomo cambiato: si è unito ai gruppi extraparlamentari che contestano il sindacato, è per l’abolizione del cottimo e per lo sciopero ad oltranza.
Licenziato dopo uno scontro con la polizia, finisce isolato e disperato, fino a che la trattativa sindacale non riesce a farlo riassumere. Destinato alla catena di montaggio, “l’inferno” della fabbrica, racconta ai compagni, il sogno di Militina: una rivolta operaia che abbatte finalmente il muro che li ha lasciati all’inferno. Ma dietro il muro, non c’è il paradiso, ma tutti gli altri operai che hanno smesso di lavorare lì per finire incatenati ad un altro lavoro da dannati.

Regia: Elio Petri, soggetto e sceneggiatura: Elio Petri, Ugo Pirro, fotografia: Luigi Kuiveiller, montaggio: Ruggero Mastroianni , scenografia: Dante Ferretti, musica: Ennio Morricone.

Interpreti: Gian Maria Volontè (Lulù Massa), Mariangela Melato (Lidia), Mietta Albertini (Salvo Randone (Militina), Gino Pernice (il sindacalista), Luigi Diberti (Bassi).
Produzione: Ugo Tucci per Euro International Film.

Orario: 21:00

Biglietteria: Ingresso gratuito

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