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Teatro Sant’Eulalia, Vico Collegio 2, Cagliari

Martedi 31 marzo 2009

L’opera racconta di una bambina che viene affidata a delle zie un pò pazze. Queste zie, felici di ospitare la nipotina poco più che neonata, colgono l’occasione per far rivivere quella Memoria Storica fatta di giochi, filastrocche, ninne-nanna, magie e canti che hanno popolato la loro infanzia e che non hanno mai potuto rivolgere ai loro figli in quanto nubili. Questa povera bimba sarà dunque vittima della “follia” benevola delle donne e dalle quali verrà “salvata”, di tanto in tanto, da un nonno ricco di canti e racconti popolari che tanto piacciono alla  piccolina.

Lo spettacolo, spassosissimo e ricco di emozioni, è la dimostrazione che si può raccontare la Memoria Storica mediante quei ricordi, felici e semplici, che hanno accompagnato l’infanzia dei nostri nonni fatta di “giogus”, “Anninnias”, “Contus”; popolata da figure misteriose come “Janas”, “Tiaulus”, “S’ammuttadori”, “S’erchittu”.

Un’infanzia sicuramente povera ma forse per questo ancor più ricca di fantasia e di colore.

( Fonte: SpettacoloSardegna.it)

di: Virginia Garau – Adriana Puddu – Senio Dattena

regia: Virginia Garau

produzione: Tragodia, Mogoro (OR)

Ore: 18.00 solo serale

Informazioni: il Crogiuolo

Tel. 070.663288
Fax 070.657276
ilcrogiuolo@tiscali.it


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Teatro Civico di Sinnai,Viale delle Libertà, Sinnai, Cagliari

Domenica 15 febbraio 2009

In scena c’è una famiglia: non per finta, ma vera, come succedeva nel teatro capocomicale di una volta. Con un amico di famiglia o perlomeno di scorribande artistiche. Sono i Borciani, padre e due figli, con Anna Zapparoli mamma e moglie e Carlo Battisti. Tutti insieme, appassionatamente, ci raccontano e ci cantano in Spell your name, Mr Brecht! una storia allo stesso tempo bellissima e cupa che va dagli anni Venti al 1947: la nascita di un nuovo teatro, di una nuova musica, di un nuovo genere chiamato cabaret anzi Kabaret alla tedesca ma anche del nazismo, delle persecuzioni, della negazione della libertà, delle emigrazioni coatte di gran parte dell’intelligenza di lingua tedesca verso gli States. Per poi concludere -si fa per dire – con la “caccia alle streghe” americana del senatore McCarthy e le persecuzioni nei confronti di chi fosse anche solo sfiorato dal sospetto di simpatizzare per il comunismo. Una pagina di storia straordinaria per la genialità dei suoi protagonisti ma terribile per il dolore che ha comportato.

Il filo conduttore dello spettacolo è Bertolt Brecht, il mitico B.B., al quale si affiancano idealmente il suo riconosciuto e scandaloso maestro Frank Wedekind e la musica dell’immenso Kurt Weill, di Hans Eisler e di Paul Dessau che ci portano a ritroso dentro una vicenda per molti aspetti esemplare. Si parte dalla fine, con Brecht costretto a discolparsi durante il suo processo di fronte alla commissione contro le attività antiamericane nel 1947 e lo ascoltiamo difendersi con puntiglio, sillabare il proprio nome, messo in croce per qualsiasi parola scritta.

Insieme a lui andiamo avanti e indietro ascoltando i songs di Wedekind, di Hollander e i suoi testi del tempo ancora felice della Berlino degli anni Venti (dall’Opera da tre soldi a Happy end), poi sostituite dalle canzoni dell’esilio a partire dal 1933. Si chiude con Brecht che torna precipitosamente in Europa dopo il processo e con due canzoni a stelle e a strisce di Weill che hanno come nuovi parolieri Langston Hughes e Ira Gershwin. A tirare le fila di tutto c’è la brava, grintosa Anna Zapparoli che passa da una situazione all’altra prima vestita da uomo e poi trasformatasi a vista in una donna fatale dal fiammeggiante abito.

Ma quello che rende del tutto speciale questo delizioso spettacolo, (che da Londra è approdato a Parigi, dal festival di Edimburgo a quello di Avignone), è che alla madre Anna Zapparoli e al padre Mario Borciani, che non solo suona il piano ma tiene d’occhio tutto ed è il motore di tutto, si associano i due figli: Benedetta, giovane attrice con bella grinta ma anche cantante e violinista e il giovanissimo Beniamino con la sua voce da contralto (fa parte del coro delle voci bianche della Scala), la sua energia quasi fanciullesca, a suo agio anche con il clarinetto e il sax contralto. Una famiglia del tutto speciale, oggi, ma che si situa con grazia nella tradizione di un teatro all’antica italiano. Uno spettacolo intelligente, ironico, da vedere.

Di e con: Mario Borciani e Anna Zapparoli

e con: Carlo Battisti, Benedetta Borciani, Beniamino Borciani

Orario: 19.00

Botteghino del Teatro:

Orari di apertura:
Mattino: dale 9,30 alle 13,30Sera: dalle 16,00 alle 19,30


Recapito Telefonico: 070781932

Email:info@teatrocivicosinnai.it

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