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Posts Tagged ‘Sala Cristo Re di Valledoria’

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Giovedì 22 aprile 2010 nella Sala Cristo Re di Valledoria appuntamento con la Stagione Teatro Ragazzi 2010 organizzata dal Cedac.

Alle ore 10.30 andrà in scena Il burattino di legno di S’Arza Teatro, con Maria Paola Dessì, Romano Foddai e Stefano Petretto, scrittura scenica e regia Romano Foddai

LO SPETTACOLO

Lo spettacolo “il burattino di legno” trae spunto dalla famosissima storia di Collodi “Pinocchio”. Da questo racconto son stati tratti molti film e spettacoli teatrali e, proprio in questi giorni esce il remake del famosissimo film animato della Walt Disney completamente rinnovato.

In un periodo di profondo lassismo educativo dove pare che genitori permettano ai loro figli di fare tutto quello che vogliono, dove il concetto di autorità e moralità vengono fortemente messi in discussione da un’idea male interpretata di libertà d’espressione nell’infanzia, il racconto di Pinocchio ancora una volta, a distanza di anni, si ripropone prepotentemente in tutta la sua attualità per i forti messaggi morali ed educativi che veicola.

La rappresentazione di tutti gli effetti negativi dettati da comportamenti che tendono a non rispettare delle regole e quel rapporto di rispetto paterno e di amore filiale che dovrebbe stare alla base di ogni principio educativo su cui una famiglia può costruire le sue fondamenta sono i temi centrali su cui fa perno il racconto. Nel racconto di Pinocchio non è un caso che il padre sia un punto di riferimento per definire il senso del dovere e l’incarnazione della crescita della moralità del bambino che diventerà un futuro adulto.

Il padre rappresenta l’autorità che premia, punisce, indirizza i comportamenti virtuosi del bambino nel corso della sua crescita. In qualche modo l’onestà e la dirittura morale del padre a prescindere dal suo ceto sociale di appartenenza inciderà o la disonestà del burattino bambino futuro adulto.

Questo spettacolo, scritto con un linguaggio adatto ai bambini, viene rappresentato con personaggi che sono immediatamente percepibili come, ad esempio, il grillo “Coscienza”, la Fata Turchina che rappresenta la Dolcezza e il Perdono, i Burattini, il Gatto e la Volpe.

È uno spettacolo rivolto ai bambini ma che strizza l’occhio anche al mondo adulto.

 

Contatti:

ffalchi@tiscali.it

3332579020

M.P.

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Lunedì  12 aprile dall’Auditorium di Sennori prenderà il via la breve tournée dello spettacolo dei Cada Die Teatro Mariposa la farfalla meccanica di Giancarlo Biffi, con Mauro Mou, Silvestro Ziccardi e Giorgio Del Rio, regia Giancarlo Biffi.

Il 13 aprile lo spettacolo andrà in scena presso la Sala Cristo Re di Valledoria

Il 14 sarà la volta del Teatro Garau di Oristano.

La tournée si concluderà il 15 aprile al Teatro San Lorenzo a San Lorenzo (Villaputzu)

L’orario d’inizio degli spettacoli è previsto per le ore 10.30

LO SPETTACOLO:

In un mondo ripiegato su se stesso, spento, senza più palpitazioni, c’è ancora chi vuole stupirsi, chi desidera il viaggio, chi non vuole rassegnarsi alla morte dei sogni, ma li insegue come fossero l’ultima frontiera rimasta.

Rincorrere il sogno, inseguire una fiaba, in tempi dove tutto è prestabilito, dove si è obbligati a crescere per forza,  sembra  quasi  il desiderio di un folle. Callé non ci sta, lui vuole vivere il sogno. Vuole l’impossibile: che la fiaba possa divenire realtà e che Mariposa, la ragazza con le ali di farfalla, torni a farsi vedere nel mondo.

In un tempo tanto vicino da sfiorarci le spalle, quando i sentieri  portavano alle cime che toccano il cielo e le farfalle parlavano agli uomini; al di là dei boschi, dopo i binari della ferrovia, poco dietro le sponde del lago, sull’altopiano delle terre di confine, prima della grandi torri metalliche, un giorno era comparsa Mariposa, una farfalla con il corpo di ragazza.

Ma in quella terra, si era smesso di sognare. I sogni erano stati rubati da un ricco signore  che aveva strappato le ali e tolto il cuore a Mariposa, per poi  esibirla  nella grande piazza della città come  una ridicola farfalla meccanica.

Tra passato e presente,  soprusi e  ingiustizie,  lacrime e  sorrisi,  come un filo che si perde nel pozzo, i ricordi  prendono colore nelle voci di Callè e Chiodino e la vicenda narrata, scavalcando le parole, attraversando gli sguardi ci porta in luoghi dove forse, è ancora possibile  incontrare il sogno.

 

CONTATTI:

Pubbliche relazioni

Francesca Falchi

ffalchi@tiscali.it

http://www.cedacsardegna.it/

3332579020

 

R.A.

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