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Martedì 23 marzo 2010 dal Teatro Eliseo di Nuoro prende il via la breve tournèe dello spettacolo di Gene Gnocchi dal titolo Cose che mi sono capitate, di Francesco Freyrie ed Eugenio Ghiozzi, regia Massimo Navone.

Biglietti

primi posti: intero €14 – ridotto €12

secondi  posti: intero €12 – ridotto €9

Il 24 marzo lo spettacolo sarà al Teatro Garau di Oristano (biglietto posto unico: intero €14 – ridotto €12)

La tournèe si chiuderà il 25 marzo al Teatro del Carmine di Tempio Pausania (Biglietti Platea: intero €15 – ridotto €13 Galleria centrale €15 – galleria laterale €13 Loggione €6 riduzioni: Acli, Cral Aziendali, Endas, under 25, over 65).

L’orario d’inizio degli spettacoli è previsto per le ore 21.00.

LO SPETTACOLO

Dopo un consulto medico e il susseguente esame diagnostico eseguito da lui medesimo, un individuo della middle-up-class riceve un responso inquietante: lui sta benissimo ma nella sua vita si è sempre tenuto tutto dentro. Non ha mai esternato nessuna emozione, alcun sentimento. Rileggendo col pubblico quella lastra grigia si accorge che la sua vita è caratterizzata da piccole cose, minuzie, facezie, il baluginìo della squama di un cefalo, il rumore del vento che si incanala tra i dirupi, quella volta che entrando in un autolavaggio fu rapito dalla mafia, quell’altra volta che Sarkozy al telefono gli affidò una missione impossibile, l’altra volta ancora che partecipando al concorso di bellezza per l’uomo più bello del mondo si rese conto che i partecipanti erano solo due, lui e il suo gemello bello. Facendo finta di ripercorrere asetticamente un’esistenza in realtà mette a nudo e risolve il dilemma fondamentale della vita quotidiana: è meglio mangiare prima e poi andare a teatro o prima andare a teatro e mangiare dopo? Di cosa sono fatte le vite delle persone normali? Di grandi avvenimenti, scelte fuori del comune, gesta eroiche? Piuttosto da un reticolo di piccole azioni quotidiane, reiterate, apparentemente insignificanti. E dietro a questa sequenza, a queste ripetizioni, si può intuire un senso più profondo dell’esistenza, o sono puro sintomo di una potenziale follia che serpeggia dentro di noi? Il personaggio si costruisce proprio intorno a questo ‘dilemma’, ed è sostenuto da una maniacale attitudine: quella di annotare minuziosamente su carta tutti gli avvenimenti, anche i più insignificanti, della propria vita. Cercando di organizzare i ricordi attraverso un’improbabile catalogazione: ‘volte che sono andato a lavare la macchina’, ‘tagli di capelli’, ‘volte che sono stato rapito dalla mafia’ ecc…

CONTATTI:

Francesca Falchi

ffalchi@tiscali.it

3332579020

L.U.

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